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Quando labilità politica ed il gusto artistico non vanno a braccetto.
Mia moglie è ortodossa, così il nostro viaggio, a metà fra la scoperta di tesori darte ed il pellegrinaggio, ci ha portato vicino al cuore della religiosità russa.
Con le sue cupole a forma di elmo, è stilisticamente fra le capostipiti delle cattedrali russe.
Un aspetto poco conosciuto in Occidente, dove sono molto più noti gli stereotipi del periodo comunista e dellateismo di stato.La demolizione e la profanazione delle chiese, dalle grandi cattedrali alle piccole parrocchie di campagna, sono state autentiche ferite nel tessuto storico della Russia: come sempre succede quando un potere dispotico cerca di cancellare il passato, considerato scomodo, distruggendone i simboli tangibili.Poco lontano da piano destinazione italia voucher per la digitalizzazione dei processi aziendali esse, nella stessa cattedrale, sono conservati alcuni degli oggetti di uso"diano appartenuti a san Serafino, anchessi oggetto di estrema attenzione da parte dei fedeli.I pellegrini percorrono in modo lento ed ordinato questo sentiero, ripetendo 150 volte una preghiera molto simile alla nostra Ave Maria (Canto alla Tuttasanta Madre di Dio alcuni sgranando i loro rosari, i più piccoli leggendo la preghiera appuntata su un foglietto.Finché, al calar della sera, iniziamo a scorgere in lontananza le grandi cattedrali e laltissimo campanile di Diveevo che si stagliavano illuminati nella notte, unico elemento verticale in un paesaggio a due dimensioni: eravamo arrivati a destinazione.A Mosca, i giganti di calcestruzzo sono spesso costruiti a pochi metri dagli edifici sacri, in un modo che farebbe rabbrividire qualunque urbanista, ma forse non casuale: forse i pianificatori edilizi sovietici, costruendo questi edifici enormi proprio davanti alle chiese, piccole e raccolte, volevano dimostrare.Anche appena saliti in aeroplano, falce e martello fanno capolino al centro del simbolo dellAeroflot: tutto questo, magari, dopo aver sostato presso premio ciampi sonambula la cappella di San Nicola, inaugurata da pochi anni nellaeroporto di Sheremetyevo.Ci sono sicuramente molte spiegazioni in merito alla grande forza di attrazione che la Chiesa è tornata ad esercitare sul popolo russo negli ultimi decenni.Sapevamo dellesistenza del centro pellegrinaggi, anche perché avevamo prenotato una camera proprio presso di loro per fermarci alcuni giorni a visitare Vladimir e dintorni, una volta rientrati da Diveevo: ma non contavamo potesse aiutarci a raggiungere questa destinazione, perché non cerano pellegrinaggi in programma per.
Infine, ci sono gli innumerevoli luoghi di culto fuori dai flussi turistici principali, sparsi in tutto il Paese, ed è qui che si può entrare veramente in contatto con il sentimento religioso dei russi, che vi si manifesta allimprovviso come un fiume carsico, mentre fuori.
E noi nel nostro piccolo abbiamo fatto altrettanto.
6: iconostasi nella chiesa del profeta Elia, Yaroslavl.Qualche giorno più tardi, tuttavia, le considerazioni di Padre Arsenij, un sacerdote di Vladimir che ci ha gentilmente accompagnato nella visita delle numerose chiese in quella zona, hanno significativamente cambiato il giudizio sullutilizzo turistico degli edifici sacri: le chiese ed i monasteri che in epoca.Qui invece abbiamo guidato per ore in un paesaggio immutabile, campi e boschi leggermente ondulati, punteggiati da piccoli insediamenti agricoli e da poche grandi strutture industriali.Nella sola zona centrale di Suzdal, che ha subito meno di altri luoghi la furia demolitrice, nel 1917 esistevano oltre sessanta chiese: solo 45 sono giunte sino a noi.Anche queste sorgenti sono forte oggetto di venerazione, che si esprime in due modi: attingendo alla sorgente litri e litri dacqua da portare via con sé, a casa (e la strada era disseminata di rivenditori di taniche di plastica di ogni forma e dimensione.

Ma qualche settimana fa abbiamo ascoltato unintervista allArcivescovo Mark, ancora circa il programma di costruzione di nuove chiese a Mosca: con sorpresa, ha espresso più o meno gli stessi concetti, spiegando quanto era importante per la gente di un quartiere, che ogni giorno vede attorno.
Allapparenza, è solo un bel vialetto, pavimentato con ciottoli ed affiancato da curate ringhiere, che cinge ad anello alcuni edifici del monastero femminile, snodandosi su un terrapieno alto un paio di metri fra meravigliosi giardini fioriti, silenziosi gruppi di betulle, orti e frutteti ben tenuti.


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